Leggendo l'intervista di Fabrizio devo dire che ho apprezzato molto il modo che ha di concepire e vivere la propria passione. Quest'approccio, oserei dire quasi socratico, di giovane artista che privo di presunzione riconosce i suoi limiti di principiante senza però rinunciare alla sfida di mettersi in gioco. In un mondo in cui la libertà di espressione viene spesso, concedetemi il termine, inflazionata da orde di opinionisti dopati di arroganza e pronti a stroncare gratuitamente , è ammirevole la grinta con cui un giovane artista porti avanti i suoi progetti a testa alta, lottando, come tutti noi, per un posto nel mondo. Io nel mio piccolo sostengo e ammiro chi come Fabrizio non pone in maniera assoluta limiti alla propria espressione e fa, detto "in sordoni", ciò che gli pare, e piace. 30 e lode per poetic intoxication.
Ovviamente il mio appoggio e la mia stima vanno anche a Floriano Macchione (videomaker) e Luca Benvenuti (produttore).
Andrea Ravieli
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| Cover del primo singolo di FAB - "Galactic" |
Exclusive for SaveTheMac the new song by FAB
after TURN ME ON a new can't-avoid-humming-to single!
FAB feat Beluke - POETIC INTOXICATION
Nome: Fabrizio cognome: Laconi
età: 21
paese: città: Venezia
Raccontaci brevemente di te.
Parlare di se stessi in maniera oggettiva è praticamente impossibile e parlarne in maniera soggettiva inevitabile, per questo motivo preferisco solitamente presentare quello che faccio e dopo parlare di me, ma per questa volta farò un eccezione. Sono un giovane “artista” se così posso definirmi, che fa quello che è inevitabile fare dal momento che si ha una passione, ovvero cercare di alimentarla, renderla forte e consapevole di esistere. La musica è sempre stata parte della mia vita avendo un padre musicista e pittore, e come oggetto intrinseco della mia vita mi accompagna costantemente. Ho sempre avuto una propensione per essa, fin da bambino, negli ultimi anni però ho iniziato a prender consapevolezza del fatto che io la musica non la ascoltassi come chiunque ma, se così posso dire, da un punto di vista pedagogico, ponendomi domande sui suoni, sui tempi e tutto ciò che concerne una canzone. Mi sono sempre divertito, fin da piccolo, a scrivere canzonette ispirate da amori ed avvenimenti, la mia prima canzone risale a quando avevo 12 anni. Col passare del tempo come dicevo precedentemente ho acquisito consapevolezza e da allora è nata in me una voglia irrefrenabile di esprimere tutto quello che avevo attraverso la musica. E’ nato tutto come un gioco. Ora invece è quasi diventato un impiego, piacevole e inevitabile sottolineo. Attualmente sto lavorando sodo per il mio primo progetto da solista che comprende non solo musica ma anche immagini e video, un progetto a 360° che racchiude tutto il mio essere senza filtri.
Contrariamente da ciò che si crede il mac non è totalmente immune da spyware e virus, ti è mai capitato di perdere dati o che il tuo sistema fosse danneggiato da questi?
utilizzo OSX dal 2007 e problemi di questo tipo non li ho mai avuti.
Questo aspetto del sistema operativo di casa cupertino è stato uno dei motivi per il quale ho abbandonato il vecchio bill e i continui problemi di stabilità e di non protezione che windows "offriva" gratuitamente e non sporadicamente.
Non ho mai dovuto formattare il mac causa spyware, ne da questi è stato mai danneggiato, risolvendo così il problema non da poco di eventuali file sensibili compromessi, danneggiati o addirittura visti da terze parti.
Riusciresti a immaginare di lavorare/creare/produrre con un altro computer o sistema operativo?
"Dopo aver provato OSX non tornerai mai indietro, neanche volendo", così mi ero detto prima che effettuassi la mia scelta e così è stato. Non perché i programmi di alto livello su windows non esistano ma questi sono molto meno facili da usare, meno intuitivi, meno stabili (anche causa sistema operativo).
Con un programma "base", o almeno inserito di base, quindi gratuito, come Imovie, se sfruttato a pieno si possono realizzare dei signori video, con estrema facilità e con un interfaccia grafica talmente intuitiva che anche i meno esperti possono utilizzarlo senza alcun problema.
Il posto più assurdo/lontano dove hai portato con te il tuo macbook.
Ho posseduto un 13" e ora sono passato all' 11".
La sua compattezza e leggerezza mi permette di poterlo portare ovunque, e con ovunque intendo proprio ovunque, senza alcuno sforzo/peso/intralcio. Per questo motivo il mio Mac mi accompagna in ogni mio viaggio e in ogni mia esperienza. Il posto più assurdo diciamo che non è molto lontano da me, è una fabbrica ormai abbandonata in cui ho girato il video del mio secondo singolo “Turn Me On”.
Questa è in assoluto una delle domande più difficile. La coerenza in questo ambito sembra non essere di casa purtroppo. Se dovessi dare tre aggettivi o usare tre parole per raccontare la mia musica utilizzerei per primo un ossimoro, cioè Viscerale e Razionale. Il primo, è inevitabile e naturale, melodie che vengono dal nulla. E’ qualcosa di cui non puoi fare a meno, che prende il sopravvento sulla mano quando scrive. Superata la fase emotiva, perché sono le emozioni l’ingrediente fondamentale, arriva quella Razionale. E’ un processo che può essere paragonato alla raffinatura, pian piano il diamante da grezzo diventa un gioiello; per la musica vale più o meno lo stesso. La musica è in continua evoluzione anche quando la crei, come se fosse viva, e sta a te decidere quando fermarsi. La scelta dei suoni, degli effetti è quella che definisco parte razionale. Trovare una terza parola ora è compito arduo, il cadere nella banalità è proprio dietro l’angolo, ma se di getto dovessi rispondere utilizzerei una parola inglese cioè “Acid”. Quest’ultimo è davvero condizionato molto dal mio gusto; amo i suoni contrastanti, ruvidi e che richiamano suoni metallici. Quella sorta di futurismo musicale che accompagna ogni mia canzone arricchito da synth pesanti e in alcuni versi persino fastidiosi, ecco il perché dell “acidità”. L’ultimo pezzo, cioè “Poetic Intoxication” ne è la prova tangibile; una canzone in cui la solita struttura è completamente rimossa, non esiste infatti una strofa, il ritornello è incisivo e diretto nella prima parte, rallentato e “intossicato” nell’ultima. La base è un continuo crescendo fino a un punto esplosivo che cavalca fino a un bridge molto melodico e pacato per tornare poi ad un picco che porta verso il termine, il tutto coronato da suoni elettronici.
Come ci si sente ad essere un giovane creativo/artista in Italia? Come vedi il futuro del made in Italy?
Devo essere sincero, per quanto mi riguarda non vedo un futuro semplice, diciamo così. Questo è dovuto al fatto che il tipo di musica che faccio non viene apprezzato ancora in pieno in un paese in cui comunque prevale il cantato melodico italiano, patria di quasi tutti i vincitori dei reality, che attualmente sembrano essere i soli a produrre musica. Pian piano le influenze arrivano anche qui, ma forse è ancora presto per poter parlare di emancipazione. La musica italiana rimane infatti molto circoscritta a mio avviso, uscire troppo dagli schemi non aiuta, cosa che invece in altri paesi viene molto valorizzata.
Qual è la tua principale fonte d'ispirazione?
Qual è la tua principale fonte d'ispirazione?
Altra domanda difficile! Me lo chiedo sempre anche io. Credo di non essere ancora arrivato ad una risposta che possa avere della basi fondate, ma diciamo che una delle mie ispirazioni più grandi è ciò che non so. Nelle mie canzoni infatti molto spesso parlo di emozioni che non ho mai provato e che vorrei sentire sulla mia pelle ( sembra un discorso che va contro il pensiero comune del cantante che si ispira alla propria esperienza e racconta il proprio vissuto). Precisiamo la vita personale inevitabilmente condiziona la musica, lo stato d’animo e le situazioni sono oggetti che appartengono alla musica che componi a prescindere, ma ciò di cui parlo nei miei testi sono cose estranee a me. Se dovessi invece parlare da un punto di vista tecnico, sono molti gli artisti che mi hanno influenzato, e tra questi compaiono soprattutto nomi di produttori, piuttosto che di cantanti. Mi ha sempre affascinato infatti quello che stava dietro a una canzone. Come per la pittura, ogni artista ha il proprio segno il proprio tratto, nella musica vige la stessa legge, ogni persona ha il suo modo di affrontare i suoni, di modellarli e di renderli propri. Il primo nome che mi viene è Mirwais Ahmadzai, produttore di molti artisti tra cui Madonna. La sua musica è caratterizzata da un beat molto europeo, quasi francese mi verrebbe da dire, ricco di suoni in contrasto l’uno con l’altro e da strumenti come violini e chitarre sintetizzati che creano un effetto entusiasmante a mio avviso.
Rivelaci un segreto del mestiere
Non credo di avere le capacità, visto la mia giovane esperienza , di poter dai dei consigli o svelare qualche segreto inaudito. Per quanto riguarda la mia esperienza posso dire che il segreto è che non ci sono segreti. Quando un’artista fa qualcosa non la fa per un motivo particolare, ma semplicemente perché non può fare a meno di farla. Se dovessi raccontare qualche aneddoto riguardo il mio modo di creare, direi che per me è fondamentale avere sempre a portata di mano il cellulare, ma non per qualche strano motivo, semplicemente perché ha un registratore e la possibilità di scrivere delle note. Mi ritrovo molto spesso a registrare melodie che mi vengono in mente e che mi tartassano la testa, o a scrivere frasi che solitamente saltano fuori proprio nel momento prima di dormire. Quindi diciamo che avere qualcosa su cui poter abbozzare le idee, che ci mettono ben poco a scappare via, è sempre comodo.
Rivelaci un segreto del mestiere
Non credo di avere le capacità, visto la mia giovane esperienza , di poter dai dei consigli o svelare qualche segreto inaudito. Per quanto riguarda la mia esperienza posso dire che il segreto è che non ci sono segreti. Quando un’artista fa qualcosa non la fa per un motivo particolare, ma semplicemente perché non può fare a meno di farla. Se dovessi raccontare qualche aneddoto riguardo il mio modo di creare, direi che per me è fondamentale avere sempre a portata di mano il cellulare, ma non per qualche strano motivo, semplicemente perché ha un registratore e la possibilità di scrivere delle note. Mi ritrovo molto spesso a registrare melodie che mi vengono in mente e che mi tartassano la testa, o a scrivere frasi che solitamente saltano fuori proprio nel momento prima di dormire. Quindi diciamo che avere qualcosa su cui poter abbozzare le idee, che ci mettono ben poco a scappare via, è sempre comodo.
in basso: video del penultimo singolo di FAB "turn me on"



sei uno spettacolo!!!!Sbirulino, Truffaldino!!!!dove ti perdi!?!?!mica al teatro Goldoni!?!?!?
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